sabato 25 aprile 2009
domenica 26 ottobre 2008
Niu'!!!
scritto da
kaa
alle
16.45
Nao in inglisc! :O
www.kaa-viaggi.com
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Turismo sostenibile ed ecoiniziative
domenica 25 maggio 2008
www.kaa-viaggi.com
scritto da
kaa
alle
19.01

E' online il mio nuovo sito di turismo sostenibile.
Un altro piccolo passo verso la realizzazione del mio sogno! :)
www.kaa-viaggi.com
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Turismo sostenibile ed ecoiniziative
domenica 18 maggio 2008
Edgar Lee Masters
scritto da
kaa
alle
23.18
La signora Charles Bliss
Il reverendo Wiley mi consiglio' di non divorziare
per il bene dei bimbi,
e lo stesso consiglio' a lui il giudice Somers,
cosi' restammo insieme fino alla fine.
Ma due dei bimbi parteggiarono per lui
e due dei bimbi parteggiarono per me.
I due che diedero ragione a lui mi biasimarono
e i due che diedero ragione a me lo biasimarono,
e soffrirono ciascuno per uno di noi,
e tutti si tormentarono per aver osato giudicarci
e si torturarono l'anima perche' non potevano stimare
lui e me allo stesso modo.
Ora, qualunque giardiniere sa che le piante cresciute in
cantina
o sotto le pietre, sono stente, gialle e rattratte.
Nessuna madre lascerebbe succhiare al suo bimbo
latte malato dal suo seno.
Eppure i preti e i giudici consigliarono di allevare la prole
dove non c'e' sole ma soltanto crepuscolo,
non calore, ma soltanto umido e gelo -
i preti e i giudici!
da "Spoon River Anthology" di Edgar Lee Masters
Il reverendo Wiley mi consiglio' di non divorziare
per il bene dei bimbi,
e lo stesso consiglio' a lui il giudice Somers,
cosi' restammo insieme fino alla fine.
Ma due dei bimbi parteggiarono per lui
e due dei bimbi parteggiarono per me.
I due che diedero ragione a lui mi biasimarono
e i due che diedero ragione a me lo biasimarono,
e soffrirono ciascuno per uno di noi,
e tutti si tormentarono per aver osato giudicarci
e si torturarono l'anima perche' non potevano stimare
lui e me allo stesso modo.
Ora, qualunque giardiniere sa che le piante cresciute in
cantina
o sotto le pietre, sono stente, gialle e rattratte.
Nessuna madre lascerebbe succhiare al suo bimbo
latte malato dal suo seno.
Eppure i preti e i giudici consigliarono di allevare la prole
dove non c'e' sole ma soltanto crepuscolo,
non calore, ma soltanto umido e gelo -
i preti e i giudici!
da "Spoon River Anthology" di Edgar Lee Masters
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Libri
domenica 11 maggio 2008
Brjusov, il Poe russo!
scritto da
kaa
alle
19.56
Titolo: I racconti dell'io
Autore: Valerij Brjusov
Ho scoperto questo straordinario scrittore russo per caso, facendo passare un po' di libri in biblioteca. Ho iniziato a leggere la sua biografia all'inizio del libro "I racconti dell'io" in piedi, di fianco allo scaffale dedicato alla letteratura russa. Mi ha talmente preso che credo di aver passato in quell'insolita e scomoda posizione almeno un'ora!
"I racconti dell'io" e' una gustosissima raccolta (di brevi racconti, appunto) che niente ha da invidiare al maestro Poe in quanto ad atmosfere agghiaccianti e investigazioni inquietanti dei meandri piu' bui della psiche umana.
Sono rimasto affascinato dallo stile di Brjusov e dalla sua maestria nel "dipingere" gli stati d'animo e le psicosi dei suoi personaggi.
Lo consiglio vivamente come libro di avvicinamento all'autore in quanto, per la sua struttura a racconti, si legge velocemente e non ha la "pesantezza" che spesso contraddistingue altri grandi scrittori russi.
"I racconti dell'io" e' una gustosissima raccolta (di brevi racconti, appunto) che niente ha da invidiare al maestro Poe in quanto ad atmosfere agghiaccianti e investigazioni inquietanti dei meandri piu' bui della psiche umana.
Sono rimasto affascinato dallo stile di Brjusov e dalla sua maestria nel "dipingere" gli stati d'animo e le psicosi dei suoi personaggi.
Lo consiglio vivamente come libro di avvicinamento all'autore in quanto, per la sua struttura a racconti, si legge velocemente e non ha la "pesantezza" che spesso contraddistingue altri grandi scrittori russi.
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Libri
sabato 10 maggio 2008
Jungla e civilta'
scritto da
kaa
alle
17.17
Stavo per i fatti miei su una panchina del centro, al sole pomeridiano, come un nullafacente (quale effettivamente sono), troppo ozioso pure per leggere il libro che mi ero portato appresso. Godere del dolce far niente, senza nemmeno i sensi di colpa per il libro chiuso al mio fianco. Negli ultimi anni, e mai come negli ultimi tempi, ho imparato a concedermi questi momenti preziosissimi per me, per l'equilibrio interiore altrimenti compromesso dalle vicende quotidiane. Detto cosi' potrebbe sembrare che ogni giorno combatta una guerra contro il mondo. Non e' forse vero pero' che la realta' giornaliera, per ognuno di noi, di poco si discosta da una specie di guerriglia?
Nella mia "licenza" quindi osservavo, con una certa aria di superiorita', l'affannarsi della "Bergamo bene" in innumerevoli vasche lungo la via di passeggio, quella piena di vetrine senza prezzi esposti e vetrina lei stessa di un'umanita' che non cercavo piu' di comprendere.
Nella mia "licenza" quindi osservavo, con una certa aria di superiorita', l'affannarsi della "Bergamo bene" in innumerevoli vasche lungo la via di passeggio, quella piena di vetrine senza prezzi esposti e vetrina lei stessa di un'umanita' che non cercavo piu' di comprendere.
Quando due signore sulla settantina sono venute a rompermi la pace sedendosi sulla panchina accanto a me ho cercato di ignorarle ed escludermi dal loro fastidioso chiacchiericcio. Impresa impossibile perche' oltre a conversare urlando (forse per un principio di sordita' senile) una delle due aveva la classica parlata da nobildonna d'altri tempi, sicuramente un vezzo acquisito per sottolineare una posizione sociale che evidentemente non le apparteneva dalla nascita.
Ho iniziato a prestare orecchio alla loro conversazione, non per reale interesse, quanto per divertita curiosita'. Parlavano degli incidenti sul lavoro, che ultimamente sono "la Notizia", visto che il Tibet non appassiona piu'. La Duchessa, liquidando la discussione, se ne e' uscita con questa frase che mi ha lasciato esterrefatto:"Sono tutti negri quelli che si fanno male. D'altra parte fino a ieri se ne stavano nella jungla! Non sono abituati a lavorare in sicurezza".
Che dire? Mi sono quasi messo a ridere. Che altro potevo fare di fronte a un'affermazione di questo tipo? La mia siesta era finita e il mio equilibrio compromesso. Ho inforcato la mia scassatissima bicicletta cercando conforto dal mio kebabbaro di fiducia. Fa dei kebab strepitosi!
... nonostante venga dalla jungla.
Ho iniziato a prestare orecchio alla loro conversazione, non per reale interesse, quanto per divertita curiosita'. Parlavano degli incidenti sul lavoro, che ultimamente sono "la Notizia", visto che il Tibet non appassiona piu'. La Duchessa, liquidando la discussione, se ne e' uscita con questa frase che mi ha lasciato esterrefatto:"Sono tutti negri quelli che si fanno male. D'altra parte fino a ieri se ne stavano nella jungla! Non sono abituati a lavorare in sicurezza".
Che dire? Mi sono quasi messo a ridere. Che altro potevo fare di fronte a un'affermazione di questo tipo? La mia siesta era finita e il mio equilibrio compromesso. Ho inforcato la mia scassatissima bicicletta cercando conforto dal mio kebabbaro di fiducia. Fa dei kebab strepitosi!
... nonostante venga dalla jungla.
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Riflessioni sciolte
venerdì 9 maggio 2008
Quando il Sole va giu'
scritto da
kaa
alle
00.57
Il tramonto con Citta' Alta arancione mi lascia a bocca aperta. La leggera foschia rende il tutto ancora piu' bello. I tramonti mi hanno sempre stregato. Anni fa ero sulla A4 in direzione Milano.
Il Sole aveva dipinto di rosa tutto il cielo e io non avevo potuto far altro che accostare in una piazzola e godermi lo spettacolo dal mio fedele Peugeottino (r.i.p.). Dopo un po' si e' fermata una pattuglia della polizia. Mi hanno chiesto sospettosamente se andava tutto bene. Ho risposto che era tutto ok e stavo ammirando il tramonto. Ricordo ancora la faccia allibita del poliziotto. La volante e' ripartita senza che mi dicessero altro. Probabile che fossero a fine turno e non avevano voglia accertare se ero un drogato mistico o un semplice romantico da 4 soldi :D
Il Sole aveva dipinto di rosa tutto il cielo e io non avevo potuto far altro che accostare in una piazzola e godermi lo spettacolo dal mio fedele Peugeottino (r.i.p.). Dopo un po' si e' fermata una pattuglia della polizia. Mi hanno chiesto sospettosamente se andava tutto bene. Ho risposto che era tutto ok e stavo ammirando il tramonto. Ricordo ancora la faccia allibita del poliziotto. La volante e' ripartita senza che mi dicessero altro. Probabile che fossero a fine turno e non avevano voglia accertare se ero un drogato mistico o un semplice romantico da 4 soldi :D
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Riflessioni sciolte
mercoledì 7 maggio 2008
NUOVO INDIRIZZO www.ilbulgaraccio.com
scritto da
kaa
alle
22.14
Finalmente e' attivo il nuovo indirizzo del blog:
www.ilbulgaraccio.com
Provare per credere! :)
www.ilbulgaraccio.com
Provare per credere! :)
sabato 3 maggio 2008
Vietato sporgersi dal finestrino
scritto da
kaa
alle
10.39
Il treno con la sua tranquillizzante musica ritmata delle giunture dei binari puo' addormentare. A volte allora si puo' sognare di fare l'autostop. Un'improvvisa galleria, con uno schiaffo sonoro, riporta alla sicura monotonia. Il sogno aleggia ancora un po' vago. C'e' chi lo cancella leggendo la targhetta in 4 lingue "VIETATO SPORGERSI DAL FINESTRINO". C'e' anche chi, trasgressivo, la targhetta la asporta come trofeo ribelle per gli amici. C'e' poi chi si appende al freno d'emergenza e con il treno ancora in corsa insegue il sogno, infrangendo divieto e finestrino.
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Riflessioni sciolte,
Treno
mercoledì 30 aprile 2008
Anatre
scritto da
kaa
alle
16.39
Titolo: Di questa cosa che chiami vita
Autori: Odoardo Semellini e Brunetto Salvarani
La scorsa settimana sono andato alla presentazione di un libro su Guccini.
"Un altro!" gia' penserete... e forse avete ragione. Pero' questo mi e' sembrato fosse diverso. Biografia, tematiche, commenti della figlia (ha fatto la tesi sul papa' Guccio, roba spessa). Forse non e' "il solito libro" su Guccini.
E poi i due autori erano simpaticissimi, sembrava di essere a uno show comico piu' che alla presentazione di un libro. Tra una battuta e una risata ci stava pure una canzone suonata e cantata da un personaggio di cui non ricordo il nome ma che era pittoresco quanto basta per fare da controfigura (eccelsa controfigura).
Con mia sorpresa gli autori hanno rivelato che la canzone "Anatre" e' quella che a Guccini proprio non piace. Io ricordo che quando ero agli inizi della mia carriera di avido ascoltatore ne ero rimasto folgorato, subito, dal primissimo ascolto.
Anche alla presentazione, quando "il pittoresco" l'ha riproposta avevo i brividi lungo la schiena!
Eccola:Autori: Odoardo Semellini e Brunetto Salvarani
La scorsa settimana sono andato alla presentazione di un libro su Guccini.
"Un altro!" gia' penserete... e forse avete ragione. Pero' questo mi e' sembrato fosse diverso. Biografia, tematiche, commenti della figlia (ha fatto la tesi sul papa' Guccio, roba spessa). Forse non e' "il solito libro" su Guccini.
E poi i due autori erano simpaticissimi, sembrava di essere a uno show comico piu' che alla presentazione di un libro. Tra una battuta e una risata ci stava pure una canzone suonata e cantata da un personaggio di cui non ricordo il nome ma che era pittoresco quanto basta per fare da controfigura (eccelsa controfigura).
Con mia sorpresa gli autori hanno rivelato che la canzone "Anatre" e' quella che a Guccini proprio non piace. Io ricordo che quando ero agli inizi della mia carriera di avido ascoltatore ne ero rimasto folgorato, subito, dal primissimo ascolto.
Anche alla presentazione, quando "il pittoresco" l'ha riproposta avevo i brividi lungo la schiena!
Cinque anatre volano a sud: molto prima del tempo l'inverno è arrivato.
Cinque anatre in volo vedrai contro il sole velato, contro il sole velato...
Nessun rumore sulla taiga, solo un lampo un istante ed un morso crudele:
quattro anatre in volo vedrai ed una preda cadere ed una preda cadere...
Quattro anatre volano a sud: quanto dista la terra che le nutriva,
quanto la terra che le nutrirà e l' inverno già arriva e l' inverno già arriva...
Il giorno sembra non finire mai; bianca fischia ed acceca nel vento la neve:
solo tre anatre in volo vedrai e con un volo ormai greve e con un volo ormai greve...
A cosa pensan nessuno lo saprà: nulla pensan l'inverno e la grande pianura
e a nulla il gelo che il suolo spaccherà con un gridare che dura, con un gridare che dura...
E il branco vola, vola verso sud. Nulla esiste più attorno se non sonno e fame:
solo due anatre in volo vedrai verso il sud che ora appare, verso il sud che ora appare...
Cinque anatre andavano a sud: forse una soltanto vedremo arrivare,
ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare, che bisognava volare,
che bisognava volare, che bisognava volare...
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